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Il postino

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La prima cosa bella di lunedì 8 novembre 2021 è il romanzo di Florence Aubenas Lo sconosciuto delle poste. E un postino che conoscevo bene: me stesso. Arrivato a metà del resoconto pressoché perfetto dell'omicidio di un'impiegata postale in un paesino francese, mi sono ricordato di quando, al primo anno d'università, facevo turni trimestrali come portalettere per mantenermi agli studi. Cominciai un 3 novembre, e nevicò. Ieri, nella stessa città, c'erano 13 gradi; dove vivo ora, il doppio. Qualcosa è cambiato.

La strada era lunga, ma piacevole, la borsa si alleggeriva procedendo. Era una piccola semina di felicità. Non so se a qualche lettore ho mai provocato la stessa espressione che ho visto negli occhi di anziani uomini e donne mentre firmavano sul blocchetto, sapendo di ritirare l'assegno della pensione. Lasciavano piccole mance, dicevano che era strano "un postino giovane".

Era…

La prima cosa bella di lunedì 8 novembre 2021 è il romanzo di Florence Aubenas Lo sconosciuto delle poste. E un postino che conoscevo bene: me stesso. Arrivato a metà del resoconto pressoché perfetto dell'omicidio di un'impiegata postale in un paesino francese, mi sono ricordato di quando, al primo anno d'università, facevo turni trimestrali come portalettere per mantenermi agli studi. Cominciai un 3 novembre, e nevicò. Ieri, nella stessa città, c'erano 13 gradi; dove vivo ora, il doppio. Qualcosa è cambiato.

La strada era lunga, ma piacevole, la borsa si alleggeriva procedendo. Era una piccola semina di felicità. Non so se a qualche lettore ho mai provocato la stessa espressione che ho visto negli occhi di anziani uomini e donne mentre firmavano sul blocchetto, sapendo di ritirare l'assegno della pensione. Lasciavano piccole mance, dicevano che era strano "un postino giovane".

Era un piacere infilare nelle cassette lettere rosa con calligrafie femminili e destinatari maschili, timbri lontani, amori estivi che si sforzavano di durare ancora un po'. Attenti ai cani, non era una leggenda: ma io non avevo la divisa blu, non mi riconoscevano, facevano festa. Con la borsa finalmente vuota, rientravo alla sede in autobus. I postini professionisti mi guardavano con sospetto all'inizio, poi fu curiosità, alla fine ero parte della vita. Non sai mai quale parte della vita ricorderai con affetto, finché non sarai lontano. Dopo una serie di turni trimestrali dovetti smettere: c'era l'esame di procedura civile, ma soprattutto un coniglio mi mangiò una raccomandata. E' un'altra storia. Leggete quella della Aubenas.