La prima cosa bella di martedì 7 dicembre 2021 è la Soap del Quirinale.
Per i giornalisti politici è come per quelli sportivi il Mondiale, ma ogni 7 anni. I quirinalisti saranno i nuovi virologi. Già analizzano le squadre in campo, danno i favoriti, le percentuali, gli outsider. Un gran classico è "la carta coperta", di solito un grigio ex democristiano. Un altro è il "king maker", già da due edizioni Renzi, l'unico che sia stato segretario di un partito di sinistra e poi per ripicca si sia buttato a destra.
Per l'occasione le tv richiamano in studio vecchi campioni vicini al ritiro, capaci di un'ultima prodezza, o lanciano a sorpresa giovani impertinenti. Si ristampano le pagine del toto-quirinale cambiando i nomi, ma neanche tutti (Amato c'era prima del padre di mio padre, più in la nel tempo non andrò). Anche l'ultimo dei peones pesa il proprio voto, qualcuno ci mette pure…
La prima cosa bella di martedì 7 dicembre 2021 è la Soap del Quirinale.
Per i giornalisti politici è come per quelli sportivi il Mondiale, ma ogni 7 anni. I quirinalisti saranno i nuovi virologi. Già analizzano le squadre in campo, danno i favoriti, le percentuali, gli outsider. Un gran classico è "la carta coperta", di solito un grigio ex democristiano. Un altro è il "king maker", già da due edizioni Renzi, l'unico che sia stato segretario di un partito di sinistra e poi per ripicca si sia buttato a destra.
Per l'occasione le tv richiamano in studio vecchi campioni vicini al ritiro, capaci di un'ultima prodezza, o lanciano a sorpresa giovani impertinenti. Si ristampano le pagine del toto-quirinale cambiando i nomi, ma neanche tutti (Amato c'era prima del padre di mio padre, più in la nel tempo non andrò). Anche l'ultimo dei peones pesa il proprio voto, qualcuno ci mette pure il cartellino. Berlusconi prende nota.
È una specie di festa di Paese in diretta, l'ultima così affollata e con tanti sfollati. Il presidente della Camera va dal barbiere. Sono state programmate almeno una dozzina di puntate. Retroscena, colpi di scena, tormenti, tradimenti. Con lo scarico dei 101 andiamo avanti da quasi un decennio. È un gran rito, con i suoi gran cerimonieri. Una maratona val bene una messa. Poi passa Draghi alla prima votazione e tutti a nanna.