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Il donatore compatibile

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La prima cosa bella di venerdì 28 gennaio 2022 è il donatore compatibile, un’espressione un po’ burocratica che indica uno degli esseri più umani in circolazione. A volte, come nel caso di Alessandro Baricco, lo conosci: è tua sorella. O tuo padre, che pensava non avrebbe mai superato tutti gli esami necessari, alla sua età, invece…Altre volte è uno sconosciuto, che un giorno lontano, considerando un futuro impensabile, ha scelto di riparare un vivente. O la decisione dei suoi cari, presa di getto nel corridoio freddo di un ospedale, come rispondendo a un sondaggio per strada, ma mettendo di mezzo, e davanti, una vita. E’ una creazione, verrebbe da dire una creatura, del secolo scorso. E’ nata con i trapianti e cresce con le possibilità di farne. Una nuova specie umana contemporanea, una di quelle che ci consentono di avere qualche speranza nel genere. Ci sono i santi, gli eroi, i martiri, poi vengono ques…

La prima cosa bella di venerdì 28 gennaio 2022 è il donatore compatibile, un’espressione un po’ burocratica che indica uno degli esseri più umani in circolazione. A volte, come nel caso di Alessandro Baricco, lo conosci: è tua sorella. O tuo padre, che pensava non avrebbe mai superato tutti gli esami necessari, alla sua età, invece…Altre volte è uno sconosciuto, che un giorno lontano, considerando un futuro impensabile, ha scelto di riparare un vivente. O la decisione dei suoi cari, presa di getto nel corridoio freddo di un ospedale, come rispondendo a un sondaggio per strada, ma mettendo di mezzo, e davanti, una vita. E’ una creazione, verrebbe da dire una creatura, del secolo scorso. E’ nata con i trapianti e cresce con le possibilità di farne. Una nuova specie umana contemporanea, una di quelle che ci consentono di avere qualche speranza nel genere. Ci sono i santi, gli eroi, i martiri, poi vengono questi. La compatibilità con un altro umano è un diverso modo per dire di un’empatia, di un destino condivisibile che diventa condiviso, il riconoscimento del prossimo tuo come te stesso. Nessun applauso, soltanto un cenno di riconoscimento e riconoscenza: sono, saranno, tutti noi, o almeno un parte.