La prima cosa bella di lunedì 21 febbraio 2022 è la visione acuita di Frank Bruni: da quando la sua vista si è abbassata è diventato più sensibile alle foglie che cadono dagli alberi altrui. Lo ha raccontato in un articolo sul New York Times che tre persone separatamente mi hanno inviato, pensando avesse a che fare con teorie che spesso sostengo.
Frank Bruni si è svegliato una mattina e tutto gli è apparso confuso. Il nervo ottico dietro il suo occhio destro aveva subito "un colpo" nella notte. Il futuro era e resta incerto: il problema può estendersi o essere curato. Nell'attesa fatica a scrivere perché confonde i tasti, non serve più vino ai commensali perché non distingue il bordo del bicchiere. In compenso vede meglio altre cose nelle persone.
Vede come sono e non come appaiono. Vede il dolore che hanno dentro e rivelano soltanto a chi ne dimostra un altro. Ha imparato a sostituire la doma…
La prima cosa bella di lunedì 21 febbraio 2022 è la visione acuita di Frank Bruni: da quando la sua vista si è abbassata è diventato più sensibile alle foglie che cadono dagli alberi altrui. Lo ha raccontato in un articolo sul New York Times che tre persone separatamente mi hanno inviato, pensando avesse a che fare con teorie che spesso sostengo.
Frank Bruni si è svegliato una mattina e tutto gli è apparso confuso. Il nervo ottico dietro il suo occhio destro aveva subito "un colpo" nella notte. Il futuro era e resta incerto: il problema può estendersi o essere curato. Nell'attesa fatica a scrivere perché confonde i tasti, non serve più vino ai commensali perché non distingue il bordo del bicchiere. In compenso vede meglio altre cose nelle persone.
Vede come sono e non come appaiono. Vede il dolore che hanno dentro e rivelano soltanto a chi ne dimostra un altro. Ha imparato a sostituire la domanda: "Perché a me?", con l'altra "Perché non a me?". E che commiserare se stessi è un modo per evitare di occuparsi degli altri che hanno situazioni simili e peggiori. Questa non è una morale, è un fatto. Come lo è che non dovremmo conoscere il trauma per ammetterlo e agire di conseguenza. Ma facciamo quel che possiamo, sono i nostri limiti. E anche per quelli si può avere compassione.