La prima cosa bella

Soft rain

Soft rain
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La prima cosa bella di mercoledì 30 marzo 2022 è il ritorno della pioggia, dopo cento giorni. Una piccola, grande e naturale cosa di cui avevamo imparato a fare a meno. Noi. Il resto no. Un tempo si scrivevano canzoni piene di pioggia, c’era perfino chi si chiedeva chi l’avrebbe fermata. O se gli pioveva sempre addosso per colpa di una bugia detta a 17 anni. Testi superati. Abbiamo smesso di chiederci come fanno i venditori ambulanti di ombrelli a sbucare giusto un attimo prima. A dimenticare di dimenticare quegli ombrelli. A distinguere chi è nato nella città con i portici e altrove s’infradicia per abitudine. Un giorno di sole dopo l’altro ci stomachiamo della nostra serenità meteorologica. Le previsioni mirano all’ora, al minuto, ma quando indicano pioggia nessuno presta più fiducia. Eppure stamattina dovrebbe piovere. Qui dove mi trovo, addirittura nevicare. Siamo andati a dormire aspettandolo come un Natale, dato che ormai ha la stessa frequenza. Nel sonno ci siamo ricordati quell’altra canzone sulla pioggia, l’unica d’attualità. Il giovane Bob Dylan che sgranava la sua litania: “Dove sei stato figliolo dagli occhi azzurri? Dove sei stato mio caro giovane? Ed è una forte forte forte pioggia quella che sta per cadere”. Hard rain, la sola da evitare.