La prima cosa bella

Il passato non perdona

Il passato non perdona
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La prima cosa bella di mercoledì 13 luglio 2022 è una frase letta nel libro Morte nella terra promessa che vale non solo per quel tema, ma per tutte le nostre storie.

Il testo di Scott Ellsworth cerca di spiegare perché il massacro avvenuto a Tulsa nel 1921 ai danni principalmente della comunità afroamericana sia stato praticamente dimenticato. E scrive: "Fa parte della natura umana, individuale, di gruppo o di comunità creare un passato con il quale possiamo convivere. Se la realtà della nostra storia pone interrogativi sulla nostra vita attuale troppo penosi o sinistri da sopportare plasmiamo il passato secondo una cronaca meno temibile o lo sopprimiamo". È una verità scomoda. Lo vediamo nella vita di molti. Lo sentiamo quando i nostri stessi anziani ci raccontano le loro esistenze, aggiustando i rapporti, sistemando le date, cambiando le situazioni, omettendo, omettendo, omettendo.

Si può avere compassione per gli esperimenti dei singoli, per il bisogno di consegnarsi non tanto alla memoria altrui quanto alla propria in una luce migliore contrabbandandosi oltre la frontiera della verità storica. Non si può concedere la stessa licenza poetica a gruppi, comunità, stati. Chi prende il potere, per prima cosa, sapendo di non poter scrivere il futuro, riscrive il passato, creandosi una più facile base da cui procedere. Concederglielo è farsi sconfiggere. Perdona le amnesie di tuo padre, non quelle del tuo presidente.