La prima cosa bella

È sempre Godfather

È sempre Godfather
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La prima cosa bella di venerdì 26 agosto 2022 è la storia che le contiene tutte. Da lì ne riconosci la grandezza. E tra tutte: Il Padrino. È in ogni fatto di cronaca contemporaneo. Come non potrebbe? Ho un rito personale, che compio ogni due o tre anni, in un giorno di pioggia o di troppo sole. Finestre chiuse, ombra, proiezione con breve sosta tra uno e l’altro dei tre film della saga di Mario Puzo e Francis Ford Coppola. Quest’anno, a metà agosto, preceduta dalla lettura di un libro americano sui retroscena della sua realizzazione (Leave the gun, take the cannoli). Poi chiudo, vado a dormire e ditemi se non sembra di rivederlo al risveglio. “Dugina!!!” è come “Apollonia!!!”, l’attentato ha le stesse dinamiche, il padre di lei si salva in Russia come in Sicilia il marito. Poi guardi la riunione dei boss della destra e ti sembra il meeting convocato, anziché a Rimini, in un locale di Brooklyn. Dall’altra parte non si riuniscono: Sollozzo/Calenda si è chiamato fuori: “It’s not personal, it’s business!”. Letta gli ha fatto un’offerta che si può rifiutare. Il Nipote, d’altronde, entra in scena soltanto nel terzo atto, quando la famiglia si è già disgregata e nessuno la può salvare. E poi finalmente “andremo ai materassi”.