La prima cosa bella di mercoledì 30 agosto 2022 è lo Studio rosso di Matisse, ancora per 10 giorni in mostra al Moma di New York. E la sua storia, se davvero la volete sapere. Il quadro è molto noto: una grande tela di un rosso unico. Raffigura lo studio dell'artista dove, sparsi, ci sono i suoi lavori migliori: una specie di greatest hits o playlist, a seconda dei tempi. Per i suoi, semplicemente una collezione.
Si rimane per lunghi minuti ad ammirarlo, poi si passa in una stanza dove viene proiettato un video e alcuni esperti spiegano i retroscena. Si scopre così che inizialmente non era rosso, le pareti erano blu, c'erano linee dorate, un diverso pavimento, lo studio in rosso era uno studio qualsiasi, poi avvenne di colpo la trasformazione, ma scomparve lo "studio", il titolo era "quadro" rosso. Era destinato a un magnate russo (oggi diremmo oligarca) già allora di buon gusto: lo rifiutò.
Per un decennio rimase appeso in un club inglese, tra pareti a specchio. Ed eccolo infine qua, riverito. È bello conoscere la storia di cose e persone, dicono. Non ne sono sempre convinto. Per me la vita di qualcuno inizia quando lo incontro. Il passato è passato. Lo studio è uno studio. È rosso. È perfetto.