La prima cosa bella di giovedì 1 settembre 2022, è l’ultima magia inscenata in un ristorante di New York che ho molto amato: Augustine, al pianterreno del Beekman Hotel. Era l’ultima di 8 creature di Keith McNally, stava in fondo a Manhattan. Lì ho mangiato l’ultimo burger prima di convertirmi. Il menu lo definiva “al whisky”, perché te lo portavano con un bicchiere di scotch invecchiato e suggerivano “One bite, one sip”, un morso, un sorso, ma ho visto turisti texani bere tutto prima di cominciare a mangiare. La cosa bella era il soffitto, in cui erano conficcate, di taglio, quattro carte da gioco. All’inaugurazione era venuto un prestigiatore, le aveva lanciate in aria come coltelli e le aveva lasciate lì. Alzavi gli occhi e ti convincevi di essere in un posto speciale e che tutto potesse diventarlo. La vita in aria, di taglio. Poi è arrivato il covid e McNally ha cominciato a chiudere molti dei suoi ristoranti. Dicono abbia chiuso pure Augustine. Ma sono sicuro che le cose siano andate diversamente: una sera a cena è tornato il prestigiatore e l’ha fatto semplicemente sparire.
L'ultima magia
di Gabriele Romagnoli