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Le parole giuste

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La prima cosa bella di martedì 6 settembre 2022 è la ricerca delle parole giuste per esprimere non soltanto se stessi, ma il mondo. Con onestà di scrittura le cerca Marcello Fois, in La mia Babele. L'autore è un amico, particolarmente caro. È curioso, ed è anche bello: quando si incontra un amico scrittore si finisce per parlare di quel che si è scritto, letto, della vita che ci scorre accanto e molto poco di sé.  Quel che si sa dell'altro, lo si intuisce. Ho avuto bisogno del suo libro per capire davvero perché anni fa mi avesse scritto come dedica "A mio fratello".

Siamo entrambi figli unici. Al parto lui fu battezzato in articulo mortis, mia madre ricevette l'estrema unzione. Siamo andati avanti, un po' ammaccati. Abbiamo ricevuto un nome fuori dalla famiglia e dalla tradizione: il suo da un pasticcere, il mio da un chirurgo. Abbiamo avuto problemi con gli occhi fin da…

La prima cosa bella di martedì 6 settembre 2022 è la ricerca delle parole giuste per esprimere non soltanto se stessi, ma il mondo. Con onestà di scrittura le cerca Marcello Fois, in La mia Babele. L'autore è un amico, particolarmente caro. È curioso, ed è anche bello: quando si incontra un amico scrittore si finisce per parlare di quel che si è scritto, letto, della vita che ci scorre accanto e molto poco di sé.  Quel che si sa dell'altro, lo si intuisce. Ho avuto bisogno del suo libro per capire davvero perché anni fa mi avesse scritto come dedica "A mio fratello".

Siamo entrambi figli unici. Al parto lui fu battezzato in articulo mortis, mia madre ricevette l'estrema unzione. Siamo andati avanti, un po' ammaccati. Abbiamo ricevuto un nome fuori dalla famiglia e dalla tradizione: il suo da un pasticcere, il mio da un chirurgo. Abbiamo avuto problemi con gli occhi fin da piccoli, ci hanno messo la benda, le lenti, ci hanno fatto fare due volte per settimana esercizi di ortottica. Si guardava dentro due specie di periscopi che mostravano due figurine lontane e bisognava avvicinarle, sovrapporle, renderle una. Continuiamo a farlo.

"Saper descrivere l'ombra dei boschi è esattamente quella fiammella che ti rende comprensibile in contrade dove si parlano lingue lontanissime dalla tua. Non è l'idioma, dunque. È l'ombra che conta". Marcello ha scritto le parole giuste. Io le ho lette.