La prima cosa bella di giovedì 8 settembre 2022 è la volée più pazza del mondo: quella di Nick Kyrgios contro Medvedev agli Us Open. Perde il punto, ma non (gli) importa: quanto si è divertito. Accade nel terzo set. Ne hanno vinti uno a testa. Ora Kyrgios conduce 1 a 0 e stanno 30 pari, prendendo il punto conquisterebbe una palla break. Uno di quei momenti definiti chiave.
Ma l'australiano non ha portachiavi, moschettoni, niente: bussa e gli sarà aperto. Bello scambio, lui arrota e l'altro mena. Al decimo colpo il russo scende a rete e Kyrgios gli tira un passante missile. L'altro ci mette appena la racchetta. La palla s'impenna sopra di lui. E' evidente che ricadrà nel suo campo e darà il punto a Kyrgios. Medvedev gira le sue ruotine automatiche per tornare al fondo. Con la coda dell'occhio vede un matto che corre, oltre la rete, al lato del suo campo e, dall'esterno, colpisce al volo schiacciando la…
La prima cosa bella di giovedì 8 settembre 2022 è la volée più pazza del mondo: quella di Nick Kyrgios contro Medvedev agli Us Open. Perde il punto, ma non (gli) importa: quanto si è divertito. Accade nel terzo set. Ne hanno vinti uno a testa. Ora Kyrgios conduce 1 a 0 e stanno 30 pari, prendendo il punto conquisterebbe una palla break. Uno di quei momenti definiti chiave.
Ma l'australiano non ha portachiavi, moschettoni, niente: bussa e gli sarà aperto. Bello scambio, lui arrota e l'altro mena. Al decimo colpo il russo scende a rete e Kyrgios gli tira un passante missile. L'altro ci mette appena la racchetta. La palla s'impenna sopra di lui. E' evidente che ricadrà nel suo campo e darà il punto a Kyrgios. Medvedev gira le sue ruotine automatiche per tornare al fondo. Con la coda dell'occhio vede un matto che corre, oltre la rete, al lato del suo campo e, dall'esterno, colpisce al volo schiacciando la palla. Il robot si ferma, inceppato dall'assurdo. Kyrgios esulta, alza l'indice al cielo, pensa di aver dato spettacolo, soprattutto a sè stesso.
Il pubblico applaude. I telecronisti perplessi chiedono: "Ma si può?". La risposta è: sì, se vuoi regalare il punto all'altro. Perché è tennis e non padel, e lui è entrato nel campo dell'avversario prima che la palla avesse toccato terra. Da due giorni l'highlight è stravisto. Gli appassionati si domandano: "Ma aveva capito che stava buttando un punto importante". Sì. No. Forse. Avrebbe rinunciato? Non credo. Il tennis è uno sport bellissimo e insopportabile. È estenuante nella costruzione del punteggio, della vittoria, fai castelli di sabbia in riva al mare, il colpo perfetto vale quello sul nastro, devi programmare, diventare nevrotico come Nadal, insensibile come Djokovic o morire lentamente come Federer.
Kyrgios è l'antidoto, il gioco effimero, il punto in sé, fuori contesto, per bellezza, per vendetta, perché non si poteva fare eppure l'ha fatto. Era ovvio che poi un altro russo qualsiasi lo buttasse fuori ai quarti e lui spaccasse tutte le racchette. Ma continueremo a guardare a lungo quella volée e a sapere, dentro di noi con assoluta certezza, perché l'abbia fatta.