La prima cosa bella di lunedì 12 settembre 2022 sono i fantasmi evocati da Fabrizio Gifuni sul palcoscenico dove, da solo, dà vita a Il Male dei ricci, rielaborando testi di Pier Paolo Pasolini. Ho già espresso altre volte la convinzione che Gifuni sia il miglior attore della sua generazione, per la capacità di interpretare qualsiasi ruolo e per le scelte che fa di ritagliarsene soltanto qualcuno. Ogni volta che lo vedo, alla giusta distanza, letteralmente "lo capisco".
Anche quando nel prologo dello spettacolo dice che Pasolini e Moro sono fantasmi in cui continuiamo a inciampare perché non abbiamo finito di farci i conti. E che i fantasmi, se una residenza hanno, quella è il teatro. Il raggio di luce a croce, sul microfono, davanti alle sedie vuote ("No hay banda! Silencio!"), il pubblico già fuori, a mangiarsi la pizza.
Hanno ancora da dire, i fantasmi. Ma non credo abbia senso chiedersi che direbbe Pasolin…
La prima cosa bella di lunedì 12 settembre 2022 sono i fantasmi evocati da Fabrizio Gifuni sul palcoscenico dove, da solo, dà vita a Il Male dei ricci, rielaborando testi di Pier Paolo Pasolini. Ho già espresso altre volte la convinzione che Gifuni sia il miglior attore della sua generazione, per la capacità di interpretare qualsiasi ruolo e per le scelte che fa di ritagliarsene soltanto qualcuno. Ogni volta che lo vedo, alla giusta distanza, letteralmente "lo capisco".
Anche quando nel prologo dello spettacolo dice che Pasolini e Moro sono fantasmi in cui continuiamo a inciampare perché non abbiamo finito di farci i conti. E che i fantasmi, se una residenza hanno, quella è il teatro. Il raggio di luce a croce, sul microfono, davanti alle sedie vuote ("No hay banda! Silencio!"), il pubblico già fuori, a mangiarsi la pizza.
Hanno ancora da dire, i fantasmi. Ma non credo abbia senso chiedersi che direbbe Pasolini oggi, dei selfie o della parrucchiera di Ilary; né Moro dei governi di troppi, o di questi che chiamano leader. Mi sono fatto un'idea, da tempo: che un eccesso di sensibilità o consapevolezza non uccida, no, ma induca a farsi uccidere, spingere fuori dalla realtà prima del suo divenire inaccettabile, per avere questo sì e almeno, questo puoi dirlo, nostalgia, se non rimpianto, di sé.