La prima cosa bella

Anima plebea

 Anima plebea
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La prima cosa bella di mercoledì 14 settembre 2022 l'ha scritta Vasilij Grossman ed è una cosa tremenda, ma così precisa nel cogliere la vita e il destino da risultare indimenticabile. Sta, ovviamente, in Vita e destino, un libro che si può leggere nell'arco di un'esistenza, perché ogni pagina trafigge.

È la prosa del male, accurata e senza scampo, non la poesia di Celine da cui si può comunque fuggire. C'è un passaggio che ho fotografato, sapendo che un giorno avrebbe risuonato nel calderone dell'attualità. Capita spesso di sentir dire che le forze progressiste hanno perso contatto con il loro vecchio elettorato, che non ne intercettano più i pensieri, non rappresentano più i desideri. Vero.

Può anche essere che questi pensieri e desideri siano diventati qualcosa da cui tenersi alla larga, anche gli ultimi non sono più quelli di una volta. Ma altri, dicono, altri sì, li capiscono, se ne fanno interpreti. Bene. E allora Grossman: "Il nazionalsocialismo si trovava a proprio agio nei lager, non si isolava dalla gente comune, le sue battute erano quelle di tutti e tutti ne ridevano: era plebeo e come tale si comportava, conosceva perfettamente la lingua, l'anima e i pensieri di coloro ai quali aveva tolto la libertà".