La prima cosa bella di giovedì 15 settembre 2022 è un racconto, quello della passeggera che aveva sbagliato compagno di viaggio sul volo New York-Roma delle 21 e 40 locali. Sono seduto nel posto 31 J, davanti all'uscita di emergenza. Ancor prima che il comandante annunci ai passeggeri che possono slacciare le cinture di sicurezza, una giovane donna si alza e cammina verso lo spazio accanto al portellone, le braccia intorno al torace, la testa china, una smorfia sul viso. Denuncia una terribile nausea. Lo steward le lascia lo strapuntino, dove si accascia. Pochi secondi e appare un giovane uomo, che si piazza in piedi accanto a lei. Hanno fedi luccicanti agli anulari. È facile intuire che sono stati in viaggio di nozze. Il matrimonio si è celebrato in una piccola città italiana. Lei per l'occasione ha messo le lenti a contatto e un trucco inedito. Lui aveva una cravatta grigio perla e scarpe di vernice nera ben lucidate. Ora incombe su di lei e sibila. Arrivano parole frammentate: "...colpa...non sai neppure...avevo detto...figura...imparerai". Lei corre a chiudersi in bagno, lui la segue, le parla attraverso la porta. Lei esce e torna allo strapuntino. Gli occhiali non nascondono le lacrime.
La hostess si avvicina per informarsi. Scosta il marito e si inginocchia. Lui cerca di intromettersi, una mano lo tiene a distanza. Sussurri. La hostess si rialza. Abbiamo capito tutto. Nei nostri sguardi che si incrociano c'è un secolo congiunto di esperienza attraverso la passione, il disamore e la banalità dell'errore. La giovane passeggera non ha l'appendicite e non è incinta. Semplicemente, da qualche parte tra Times Square e il ponte di Brooklyn, mentre lui divorava il terzo hot dog di fila o rifiutava di portarla sulla Freedom Tower per via del costo del biglietto, ha capito di aver fatto uno sbaglio immenso. Non esiste un diritto a essere felici, ma un dovere a provarci.
Fiumicino è a venti minuti. La hostess mi guarda per l'ultima volta. Ha chiamato l'ambulanza dal telefono di bordo. Ha sussurrato qualcosa all'incaricato che salirà la scaletta per prendere in consegna la "malata". Il marito cercherà di seguirla. Al suo passaggio io allungherò la gamba. Inciamperà esattamente davanti alla porta della stanzetta riservata all'equipaggio. La hostess lo spingerà dentro e chiuderà con l'apposita chiave. Mentre lui urlerà l'ambulanza filerà via sulla pista, verso un aereo in decollo per Budapest, San Paolo o Dovunque. Let's roll.