La prima cosa bella di mercoledì 21 settembre 2022 è una cosa straordinaria quasi accaduta. Poteva succedere a un re e alle persone comuni che tutti noi siamo.
Avevo il televisore acceso, sintonizzato sul funerale della regina d'Inghilterra, ma avevo cominciato a leggere il libro di uno scrittore che amo: Don Robertson, una garanzia. Il titolo in italiano è: Tutto quello che per poco non è successo. Quello originale: The greatest thing that almost happened. C'è una impercettibile differenza.
La cosa straordinaria quasi accaduta è un soffio di vento che divide chiunque dall'immortalità, dalla possibilità di rimanere per sempre impresso nella propria coscienza e nell'altrui memoria. Il romanzo comincia così: "Al mondo, ci sono cose più importanti da considerare che il dolore. Una è la grazia. O chiamatela decoro. O chiamatela amore". Ho alzato gli occhi verso tutta quella sofferta compostezza. E ho pensato a un gesto eccezionale che poteva succedere e per poco non è successo: il re anziano, quello che ha atteso una vita e, al momento designato, abdica in favore del figlio, dando a quel vecchio ballo una mossa nuova e inattesa, al popolo e al mondo che ancora legge favole una regina incantevole e a sé stesso la fama che il destino assicura a chi, da Cincinnato a Bartleby, si fa di lato.
Poi il funerale è finito, ho continuato a leggere: "Al diavolo, lui era un eroe. Si comportò egregiamente. Conosceva la grazia". E a credere nelle seconde possibilità.