La prima cosa bella di giovedì 20 ottobre 2022 è qualcosa che sta andando perduto: l'indignazione. La gente si arrabbia, strepita, insulta o se ne frega, ma non s'indigna. È nobile farlo. Scriveva Stephane Hessel nel suo pamphlet Indignatevi! che farlo è il primo passo per un vero risveglio delle coscienze.
La voglia di giustizia, eguaglianza e progresso non possono che manifestarsi con un sussulto. Invece di saltare sulla sedia si scrollano le spalle. Invece di un urlo, al massimo un sorriso di scherno. Invece di parole e fatti, un post. L'ironia, l'ironia, figuratevi se non la considero, ma c'è un momento da cui non funziona più.
Berlusconi non sta più dentro una vignetta, sta fuori da tutto, non si può continuare a fare battute su di lui. Salvini non è un capitone, è pesce avariato. E si parla dei capelli della Meloni, del pizzetto di La Russa, del gigante buono Crosetto. Sarà meglio Bonaccini o Nardella, troppo chic la Schlein? La pochette di Conte, ancora? Fa un caldo assurdo ed è fine ottobre. Dove sono gli incendiari? Non vorrei una guerra, ma nel caso non entrarci dalla parte sbagliata, come spesso. Non so voi, mi sto indignando.