La prima cosa bella di martedì 15 novembre 2022 è un'altra interpretazione dei dipinti di Hopper, che grazia i suoi personaggi dalla condanna alla solitudine, portandoli oltre quella soglia. L'ho trovata nel libro di Antonio Spadaro Oltrecolore. Anche io come tutti avevo sempre guardato quegli avventori al bar, quelle donne alla finestra o al tavolo di un distributore automatico, quei benzinai come creature solitarie, isolate, rappresentanti di una quieta disperazione nel deserto abitato delle città americane.
A isolarle era in realtà il mio sguardo, la generale prevenzione secondo cui a significare sia l'attimo e non il corso degli eventi in cui si colloca. Come se accendesse la luce e rivelasse la soluzione di un mistero, Spadaro scrive invece che "nei quadri di Hopper le figure sono colte in attesa che qualcosa avvenga, come se una rivelazione fosse a portata di mano. La risposta sta fuori, rispetto alla superficie del quadro. La s…
La prima cosa bella di martedì 15 novembre 2022 è un'altra interpretazione dei dipinti di Hopper, che grazia i suoi personaggi dalla condanna alla solitudine, portandoli oltre quella soglia. L'ho trovata nel libro di Antonio Spadaro Oltrecolore. Anche io come tutti avevo sempre guardato quegli avventori al bar, quelle donne alla finestra o al tavolo di un distributore automatico, quei benzinai come creature solitarie, isolate, rappresentanti di una quieta disperazione nel deserto abitato delle città americane.
A isolarle era in realtà il mio sguardo, la generale prevenzione secondo cui a significare sia l'attimo e non il corso degli eventi in cui si colloca. Come se accendesse la luce e rivelasse la soluzione di un mistero, Spadaro scrive invece che "nei quadri di Hopper le figure sono colte in attesa che qualcosa avvenga, come se una rivelazione fosse a portata di mano. La risposta sta fuori, rispetto alla superficie del quadro. La soluzione dell'attesa non è data, ma è suggerita come una necessità ineliminabile. Si ha la certezza che qualcosa debba avvenire o qualcuno debba arrivare, anche se non si sa che cosa o chi. Hopper è dunque il maestro che sa fissare l'attimo instabile in cui la vita si manifesta come desiderio di una forma di salvezza".
Porterò queste parole con me andando al Whitney Museum a vedere la mostra sulla New York di Hopper, sapendo che la donna sul letto nel Sole mattutino non è sola, sta semplicemente aspettando: l'amato lontano, il perdono, il suono del telefono, noi che negli anni, negli anni, negli anni, andremo a farle compagnia, accarezzandola con i nostri sguardi.