La prima cosa bella di giovedì 17 novembre 2022 è il racconto di una madre. Disse che suo figlio aveva cinque anni ed era un bambino generalmente silenzioso. La sera precedente, mentre gli rimboccava le coperte lui l'aveva guardata e, assonnato, le aveva chiesto: "Sai che cosa è felicità?", così, senza l'articolo: che cosa è felicità?
Lei aveva esitato, scosso appena la testa. Lui si era girato sul cuscino, mettendosi di profilo e aveva detto: "Caramelle, sorrisi...auto telecomandate e....prati". Poi aveva chiuso gli occhi. Lei era rimasta ferma a ripetersi quelle parole, cercando di capire come le avesse messe insieme: le caramelle e i sorrisi, la auto telecomandate e i prati. Poi se ne dimenticò.
La vita andò avanti, il padre del bambino si trasferì in un'altra città con un'altra donna, dalla quale ebbe un altro figlio. Lei cambiò lavoro, poi cambiarono casa. Il …
La prima cosa bella di giovedì 17 novembre 2022 è il racconto di una madre. Disse che suo figlio aveva cinque anni ed era un bambino generalmente silenzioso. La sera precedente, mentre gli rimboccava le coperte lui l'aveva guardata e, assonnato, le aveva chiesto: "Sai che cosa è felicità?", così, senza l'articolo: che cosa è felicità?
Lei aveva esitato, scosso appena la testa. Lui si era girato sul cuscino, mettendosi di profilo e aveva detto: "Caramelle, sorrisi...auto telecomandate e....prati". Poi aveva chiuso gli occhi. Lei era rimasta ferma a ripetersi quelle parole, cercando di capire come le avesse messe insieme: le caramelle e i sorrisi, la auto telecomandate e i prati. Poi se ne dimenticò.
La vita andò avanti, il padre del bambino si trasferì in un'altra città con un'altra donna, dalla quale ebbe un altro figlio. Lei cambiò lavoro, poi cambiarono casa. Il bambino diventò un ragazzo, uno studente svogliato, ma imprevedibile, che lasciava presagire un uomo capace di qualche successo o di elaborati e poetici fallimenti.
Se ne andò anche lui, ma non troppo lontano. La madre stava andando a fargli visita quando ebbe l'incidente. Fu travolta a un incrocio ritenuto tranquillo. Perse conoscenza sull'asfalto e non vide i passanti soccorrerla, l'ambulanza che la portò via. In ospedale avevano già preparato la sala operatoria, ma il chirurgo che la esaminò per primo ebbe una fitta, la stessa che sentiva quando era chiamato a interventi disperati.
Eppure, molte ore dopo, lei uscì dall'anestesia. Davanti al letto, nel pagliaccio verde che si agitava, non riconobbe il figlio, coperto da indumenti sterilizzati. Pensò di stare ancora sognando, vedeva cose tra loro. Le nominò, flebile: "Caramelle, sorrisi...auto telecomandate e...prati".