La prima cosa bella

Riprendersi l’agenda

Riprendersi l’agenda
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La prima cosa bella di lunedì 30 gennaio 2023 sarebbe riprendersi l’agenda, perché quella mostrata dal presidente Meloni (e dal suo governo) non indica questo giorno e neppure questo anno. Ci siamo addormentati in estate parlando di diritti (ricordate? Non dovevano neppure “andare in vacanza”) e di cambiamento climatico e ci siamo risvegliati in questo inverno del nostro scontento con temi quotidiani come le “gabbie salariali” (non si sentivano dal 1969), il buoncostume (oddio, il moralista di Alberto Sordi, 1959) o il fondamentale dibattito per capire se Dante era di destra (a cavallo tra il 1200 e il 1300, tanto per stare sulla notizia). Alla gente non interessa lo ius scholae, ma la bolletta, dicono: sicuramente è così per chi lo proclama. Ogni parola che inizia con retro (da retroguardia a retrotopia) segnala un’involuzione. Dovevamo occuparci del futuro, che è sempre un attimo dopo adesso, stiamo inseguendo un passato riproponibile soltanto a chi non lo ha mai conosciuto. E ogni santo giorno, dietro a queste sciocchezze. Voltare pagina, per favore, affrontare domani, prima che lo trasformino in ieri.