✕

La gentilezza dei solitari

Ascolta l'audio

1 minuti di lettura

La prima cosa bella di mercoledì 22 marzo è la gentilezza dei solitari, che se ne vanno senza fare rumore e senza far soffrire, silenziosi e fraintesi, fino alla fine. Succede che ogni tanto muoia qualcuno e venga ritrovato dopo qualche tempo.

Negli ultimi giorni due casi: un uomo, ricercato perfino da Chi l'ha visto, sotto le macerie dei propri accumuli; un altro, ex giornalista quindi più segnalato, mummificato a sette mesi dalla scomparsa. Di queste persone si parla poi con estrema pietà: non tanto per la morte, quanto per la vita che li ha consegnati all'ultimo tratto senza alcun affetto, compagnia, conoscenza. Nessuno che notasse se c'erano o no. Un destino che viene compatito.

Non si vede lo splendente rovescio della medaglia. Non hanno sparso dolore, non hanno provocato neppure una lacrima. Sono usciti dalla stanza in punta di piedi, ma quando ancora c'erano hanno smesso di fare chiasso. Hanno custodito il segreto della loro esisten…

La prima cosa bella di mercoledì 22 marzo è la gentilezza dei solitari, che se ne vanno senza fare rumore e senza far soffrire, silenziosi e fraintesi, fino alla fine. Succede che ogni tanto muoia qualcuno e venga ritrovato dopo qualche tempo.

Negli ultimi giorni due casi: un uomo, ricercato perfino da Chi l'ha visto, sotto le macerie dei propri accumuli; un altro, ex giornalista quindi più segnalato, mummificato a sette mesi dalla scomparsa. Di queste persone si parla poi con estrema pietà: non tanto per la morte, quanto per la vita che li ha consegnati all'ultimo tratto senza alcun affetto, compagnia, conoscenza. Nessuno che notasse se c'erano o no. Un destino che viene compatito.

Non si vede lo splendente rovescio della medaglia. Non hanno sparso dolore, non hanno provocato neppure una lacrima. Sono usciti dalla stanza in punta di piedi, ma quando ancora c'erano hanno smesso di fare chiasso. Hanno custodito il segreto della loro esistenza e protetto gli altri dal riflesso. C'è un poetico film del 2013 che parla di loro, Still life, di Uberto Pasolini. Natura morta, ancora vita.