La prima cosa bella di venerdì 7 aprile 2023 è la legge del tempo, inesorabile ma non ferale, se per esempio ascolti la musica di Sakamoto e di David Bowie. L'altro giorno, per onorare la scomparsa del compositore giapponese, ho preso qualche suo vecchio disco e ne ho fatto la colonna sonora di tutto il tempo trascorso in casa. L'indomani ho riposto i cofanetti con i cd e mi sono accorto che stavano accanto a quelli di David Bowie, per assonanza, per ricordo di Furyo, dei Forbidden Colours. E ora se ne sono andati entrambi. Eppure ho provato una forma di riconoscenza, una punta di felicità.
Adesso non aspettatevi che dica che suonano insieme in paradiso. Il punto è che non apprezziamo mai il tempo in cui viviamo, pensiamo sempre ce ne sia stato uno migliore, irrimediabilmente trascorso. Ci facciamo la domanda: "In che epoca avresti voluto vivere?" e nessuno che risponda: "Quella in cui ho vissuto". Eppure dovremmo…
La prima cosa bella di venerdì 7 aprile 2023 è la legge del tempo, inesorabile ma non ferale, se per esempio ascolti la musica di Sakamoto e di David Bowie. L'altro giorno, per onorare la scomparsa del compositore giapponese, ho preso qualche suo vecchio disco e ne ho fatto la colonna sonora di tutto il tempo trascorso in casa. L'indomani ho riposto i cofanetti con i cd e mi sono accorto che stavano accanto a quelli di David Bowie, per assonanza, per ricordo di Furyo, dei Forbidden Colours. E ora se ne sono andati entrambi. Eppure ho provato una forma di riconoscenza, una punta di felicità.
Adesso non aspettatevi che dica che suonano insieme in paradiso. Il punto è che non apprezziamo mai il tempo in cui viviamo, pensiamo sempre ce ne sia stato uno migliore, irrimediabilmente trascorso. Ci facciamo la domanda: "In che epoca avresti voluto vivere?" e nessuno che risponda: "Quella in cui ho vissuto". Eppure dovremmo. Almeno noi, che alla fine diremo di aver cavalcato due millenni, probabilmente senza guerre in casa e con qualche piccolo, immenso dono. Tipo essere stati seduti sul prato di un parco di Roma mentre alle stelle salivano le note di Sweet Revenge o così lontano dal palco una notte a Berlino esserci commossi riconoscendo l'attacco, chissà perché, di Young Americans.