La prima cosa bella

O Cavallo, dove sei?

O Cavallo, dove sei?
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La prima cosa bella di giovedì 13 aprile 2023 è l’inaugurazione della mostra dedicata a Mario Appignani (1954-1996) più noto come Cavallo Pazzo, l’indiano metropolitano che evitò il deserto. Per chi è stato giovane, o anche soltanto vivo, in quegli anni, un ricordo che non smette di battere. Fa tristezza che venga associato a un’irruzione al Festival di Sanremo, perché era molto d’altro e di più. E non conta neppure di chi fosse amico (Pasolini o Fallaci) ma chi fosse lui. CP era un situazionista che creava le situazioni, anziché sdraiarcisi sopra. Era imprevedibile, non ripeteva. Non era un cliché della provocazione, un algoritmo dell’attenzione. Sbucava, spariva, pagava il conto. Piaceva a noi che in quegli Anni 70 rifuggivamo dall’obbligo di schieramento, agli individualisti organizzati. A me che al liceo Galvani creai il Collettivo Rane, unico esponente ammesso. Ne stampavo l’organo: Galvani Boia. Venne chiuso al secondo numero. A destra dicevano che era roba anarchica. A sinistra, goliardica. Come potevano stare insieme? Pensavamo di avere davanti a noi generazioni, ma avevamo soltanto de-generazioni. Paolini, Sgarbi. Viva Appignani. La mostra è a Roma, largo Ascianghi 5, ingresso gratuito.