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I figli degli altri

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La prima cosa bella di mercoledì 19 aprile 2023 sono i figli degli altri, creature che a noi che non ci siamo riprodotti non appartengono e per questo sfioriamo con serenità e disincanto.

Come il protagonista di Cani neri di Ian Mc Ewan amava accostarsi ai genitori degli altri a noi piace trascorrere tempo nelle case degli amici e creare quel passeggero legame con i loro figli, cogliere il tratto ereditario e la sprezzatura, la particolarità e la familiarità.

Ci piace creare quell'affinità da zii in transito, o amici di un'altra generazione che s'incontrano al confine di anni mai condivisi per parlare di calcio, moda, cinema, libri e scoprire le incursioni del passato nel presente, o viceversa. Ci affascina la minima sovrapposizione dei cerchi esistenziali, come negli anelli olimpici, perché consente un massimo di libertà.

Ci ritroviamo nell'assenza di doveri reciproci, aspettative, paure. Intuiamo lo splendore d…

La prima cosa bella di mercoledì 19 aprile 2023 sono i figli degli altri, creature che a noi che non ci siamo riprodotti non appartengono e per questo sfioriamo con serenità e disincanto.

Come il protagonista di Cani neri di Ian Mc Ewan amava accostarsi ai genitori degli altri a noi piace trascorrere tempo nelle case degli amici e creare quel passeggero legame con i loro figli, cogliere il tratto ereditario e la sprezzatura, la particolarità e la familiarità.

Ci piace creare quell'affinità da zii in transito, o amici di un'altra generazione che s'incontrano al confine di anni mai condivisi per parlare di calcio, moda, cinema, libri e scoprire le incursioni del passato nel presente, o viceversa. Ci affascina la minima sovrapposizione dei cerchi esistenziali, come negli anelli olimpici, perché consente un massimo di libertà.

Ci ritroviamo nell'assenza di doveri reciproci, aspettative, paure. Intuiamo lo splendore delle possibilità che forse non verificheremo, l'equazione è sulla lavagna, ma è bella così, irrisolta come ogni destino che prescinda dal peso del compimento.

Vogliamo loro bene perché rivolgiamo il più disinteressato degli auguri dato che sono la vita né appartenuta né distante, soltanto e per sempre: prossima.