La prima cosa bella di mercoledì 24 maggio 2023 è che mercoledì 24 maggio 2023 non esiste. È una mera convenzione. Uno stecchino a cui ci aggrappiamo nel gorgo del tempo, per non essere travolti. Pensa quante possibilità abbiamo. Il numero per gli anni, i mesi, i giorni, il nome che diamo loro, tutte convenzioni per non essere spazzati via dal quieto tsunami dell'eternità. Ce ne stiamo qui, aggrappati alle crisi di mezz'età (come se sapessimo qual è la metà della nostra vita), alle stagioni (che non esistono più), a un calendario che diversi poteri succeduti nella storia hanno cambiato. È la stessa ragione per cui parliamo di sciocchezze (le nomine negli enti pubblici, i presunti doveri di un cantante rock) invece dei temi (pochi) che contano. Più s'invecchia e più ci si attacca alle nequizie, alle banalità della politica intesa come potere, ai pettegolezzi contrabbandati come…
La prima cosa bella di mercoledì 24 maggio 2023 è che mercoledì 24 maggio 2023 non esiste. È una mera convenzione. Uno stecchino a cui ci aggrappiamo nel gorgo del tempo, per non essere travolti. Pensa quante possibilità abbiamo. Il numero per gli anni, i mesi, i giorni, il nome che diamo loro, tutte convenzioni per non essere spazzati via dal quieto tsunami dell'eternità. Ce ne stiamo qui, aggrappati alle crisi di mezz'età (come se sapessimo qual è la metà della nostra vita), alle stagioni (che non esistono più), a un calendario che diversi poteri succeduti nella storia hanno cambiato. È la stessa ragione per cui parliamo di sciocchezze (le nomine negli enti pubblici, i presunti doveri di un cantante rock) invece dei temi (pochi) che contano. Più s'invecchia e più ci si attacca alle nequizie, alle banalità della politica intesa come potere, ai pettegolezzi contrabbandati come ricordi. La sola vera rivoluzione sarebbe svegliarsi domani in un vuoto temporale, privi di riferimenti e scadenze. Come animali, i veri padroni del mondo.