La prima cosa bella

Not in my dreams

 Not in my dreams
(ansa)
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La prima cosa bella di giovedì 25 maggio 2023 è quella cantata da Bruce Springsteen alla fine del concerto al Circo Massimo: rivedere nei sogni qualcuno che se n’è andato. Forse. Non so che effetto possa fare. Avere i suoi oggetti nella stanza, arrivare alla fine delle estati, chiudere gli occhi sognare e aspettare che torni. Ma c’è un custode all’ingresso del mio sonno. Domanda i documenti e fa passare soltanto gli sconosciuti. Gente che si è impressa fuggevolmente nella retina durante la ressa, ma nessuno di quelli a cui ho pensato dicendomi: vorrei potessero essere qui oggi e ballare, lasciandosi andare. Ballano nel buio, invece, e non li vedo. Entrano da porte secondarie, prendendomi alla sprovvista, non con la presenza di sé, ma con un’allusione, un particolare in un identikit sbagliato. L’altro giorno mi è sembrato di vedere Curzio entrare nella metropolitana. Ogni tanto mi giro perché una voce mi pare quella di Eva e nell’atrio della Grand Central passa sempre uno con la borsa del tennis che non è Marco. Quelli più vicini di così si nascondono per non far male e li ringrazio. A tutti loro dico: See me in your dreams.