La prima cosa bella

Quello bravo

 Quello bravo
(ansa)
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La prima cosa bella di martedì 30 maggio 2023 è “quello bravo”. Di cui nessuno si preoccupa. Si passa da uno di sinistra a uno di destra, ma che fine ha fatto “quello bravo”? Ricorderete il modello di lottizzazione Bernabei: “Un democristiano, un socialista, un comunista, uno bravo”. E’ un po’ che dell’ultimo non si sente parlare. Si ode una parte esultare perché stanno tornando dai gulag quelli di destra (hai visto com’era dimagrito quello, poveretto?). Un’altra parte strepita perché vanno in esilio su una galassia lontana lontana quelli di sinistra (sopravviveranno all’aria rarefatta?). Nessuno che si chieda che cosa sia successo a “quello bravo”. Ma c’era poi davvero? O era una leggenda? L’avevano davvero assunto, magari per sbaglio, a loro insaputa? Si aggirava nei corridoi di un ente di Stato o para-Stato re-imbiancando le pareti e strappando la moquette? In che ripostiglio è rinchiuso? Avete notato che nessuno dice “mettiamo X al posto di Y perché è più bravo”. Quello bravo non era ne l’uno nè l’altro. E quale allora? Chi se ne ricorda più. L’importante è che finisca l’emarginazione, cambi la narrazione, arrivino i vostri. I nostri non se ne vanno. Forse non sono mai arrivati. E non verranno. Quelli bravi.