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La felicità dei sopravvissuti

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La prima cosa bella di venerdì 2 giugno 2023 è la felicità dei sopravvissuti, quando riescono a concedersela: è un attimo, ammantato di pudore, un balenar di pelle subito ricoperta.

Che siano sopravvissuti fra mille oppure fra due non fa poi differenza. Vivono con la sensazione di un tempo supplementare garantito da un errore dell’arbitro: non si è accorto del doppio cartellino giallo nei loro confronti e li ha lasciati in campo. Questo, almeno, pensano.

Fanno sforzi per elaborare o rimuovere. Sforzi ancora più grandi per non riuscirci. È quando il ricordo li riafferra che si riconoscono. È allora che tornano al punto in cui erano vivi e non sopravvissuti.

Eppure capita che per una folgore di tempo scartino di lato, entrando nella vita in più. La indossano come un cappotto preso dal monte sul letto, quello degli ospiti a un ricevimento, sapendo che non gli appartiene. Comodo, però. E che caldo tiene. Il bav…

La prima cosa bella di venerdì 2 giugno 2023 è la felicità dei sopravvissuti, quando riescono a concedersela: è un attimo, ammantato di pudore, un balenar di pelle subito ricoperta.

Che siano sopravvissuti fra mille oppure fra due non fa poi differenza. Vivono con la sensazione di un tempo supplementare garantito da un errore dell’arbitro: non si è accorto del doppio cartellino giallo nei loro confronti e li ha lasciati in campo. Questo, almeno, pensano.

Fanno sforzi per elaborare o rimuovere. Sforzi ancora più grandi per non riuscirci. È quando il ricordo li riafferra che si riconoscono. È allora che tornano al punto in cui erano vivi e non sopravvissuti.

Eppure capita che per una folgore di tempo scartino di lato, entrando nella vita in più. La indossano come un cappotto preso dal monte sul letto, quello degli ospiti a un ricevimento, sapendo che non gli appartiene. Comodo, però. E che caldo tiene. Il bavero alzato, un sorriso fiducioso sulla soglia. Perfino in ascensore sono a loro agio, avvolti da una nuova possibilità.

Poi, in strada, torna la sensazione di aver rubato qualcosa e si arrestano. Poco importa se il cappotto è proprio loro e lo provano i documenti nella tasca. Ci camminano ingobbiti. Se li vedi passare, salutali con tutta la cortesia disponibile.