La prima cosa bella di lunedì 5 giugno 2023 sono gli introversi, da bambini quasi un difetto, ma ora la filosofia proclama l’esistenza addirittura di un “bisogno di introversione”. Si era piccoli, un po’ perplessi rispetto al mondo dei grandi e dei coetanei, non convinti di prendervi parte, in sostanza dei dissidenti in miniatura e si sentivano genitori, insegnanti e specialisti convocati per la circostanza proclamare: “E’ introverso”. Si intuiva il segno negativo. Positivo invece essere amichevoli caciaroni, integrati in maniera apocalittica. Poi ecco, finalmente, il testo di Paulo Barone (“Il bisogno di introversione”) che proclama la condanna del ritiro e dell’isolamento frutto di un pregiudizio culturale, capace di concepire l’esistenza solo in termini di relazione con l’esterno. L’introversione può invece essere il preludio a una nuova e più equilibrata visione…
La prima cosa bella di lunedì 5 giugno 2023 sono gli introversi, da bambini quasi un difetto, ma ora la filosofia proclama l’esistenza addirittura di un “bisogno di introversione”. Si era piccoli, un po’ perplessi rispetto al mondo dei grandi e dei coetanei, non convinti di prendervi parte, in sostanza dei dissidenti in miniatura e si sentivano genitori, insegnanti e specialisti convocati per la circostanza proclamare: “E’ introverso”. Si intuiva il segno negativo. Positivo invece essere amichevoli caciaroni, integrati in maniera apocalittica. Poi ecco, finalmente, il testo di Paulo Barone (“Il bisogno di introversione”) che proclama la condanna del ritiro e dell’isolamento frutto di un pregiudizio culturale, capace di concepire l’esistenza solo in termini di relazione con l’esterno. L’introversione può invece essere il preludio a una nuova e più equilibrata visione delle cose. Frase chiave, sottolineata: “Per condurre una vita adeguata al proprio intimo desiderio, è più che mai necessario evitare di cadere vittima dei fraintendimenti, di rimanere schiacciati da identità fittizie, da falsi riconoscimenti, da desideri instillati da altri. In questo senso ognuno si muoverà nella direzione designata dal battito del proprio cuore”. Lo leggevo in treno. Il vicino di posto, vedendomi assorto, me ne ha chiesto conto. Gli ho indicato la scritta al finestrino: “Area silenzio”.