La prima cosa bella

Make love, not cell

Make love, not cell
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La prima cosa bella di martedì 27 giugno 2023 sono due ragazzi sulla spiaggia, così presi dai loro schermi da far proiettare agli altri il film della propria gioventù. Pomeriggio, riviera ligure abbandonata dal vento. Ombrellone a due passi dalla riva, due brandine, lui e lei intorno ai vent’anni, belli, atletici, lui tatuato, lei levigata. Lui al sole, protetto dal tettino, di schiena, tiene il cellulare alto sulla fronte. Lei all’ombra, riversa, lo tiene a fianco del viso, a venti centimetri.

Non parlano. Dopo un’ora lei dice: “Amoooore, perché non vieni qui da meee?”. La spiaggia sospira. Lui esegue, meccanico, si sdraia al suo fianco, allunga il braccio perché lei possa infilarsi nell’incavo, poi lo rialza, per vedere lo schermo. Lei, rannicchiata, guarda il suo. Silenzio. La spiaggia, attonita. Poi, tutti noi che veniamo da lontano, cominciamo a sorridere. Perché nello schermo della nostra memoria si sono formate immagini perdute. Perfino in me che considero la nostalgia una fake news sul passato. Brividi, sfioramenti, prime esperienze di estati che non ricordavamo più e non vediamo altro che quelle, avvinghiati a quelle, finché, chissà dove, suona un telefono a muro. E suona. E suona. C’era una volta al mare.

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