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Aridatece Limonov

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La prima cosa bella di giovedì 29 giugno 2023, in questa faida russa in cui non sappiamo davvero per chi tenere, sarebbe riavere nella partita Limonov. In regno cecorum….Quando leggi di questo mondo imperscrutabile dall’esterno, che i pur bravi analisti tentano di decifrare come una stele di Rosetta, non ce la fai, nemmeno per secondi fini, a stare con Putin o Prigozhin, Lukashenko o Kadyrov. Chiudete le macellerie, siamo vegetariani. Perfino dei dissidenti, diffidi. Poi si girano e li abbaglia la grande tradizione. Limonov, almeno. Limonov non era un cecchino, era un bersaglio. Nelle sue diverse incarnazioni, sempre nel cuore della Storia, uomo sbagliato nel posto giusto e nel giusto momento. Limonov contro tutti, traditore di tutti, ma soprattutto contro sè stesso e di sè stesso traditore. Una trama a orologeria, l’icona del perdente, ma che non si è sottratto a nessuna guerra, con un fiuto per la parte del torto. Carrere pensava che fosse “la storia di noi tutti dopo la fine della …

La prima cosa bella di giovedì 29 giugno 2023, in questa faida russa in cui non sappiamo davvero per chi tenere, sarebbe riavere nella partita Limonov. In regno cecorum….Quando leggi di questo mondo imperscrutabile dall’esterno, che i pur bravi analisti tentano di decifrare come una stele di Rosetta, non ce la fai, nemmeno per secondi fini, a stare con Putin o Prigozhin, Lukashenko o Kadyrov. Chiudete le macellerie, siamo vegetariani. Perfino dei dissidenti, diffidi. Poi si girano e li abbaglia la grande tradizione. Limonov, almeno. Limonov non era un cecchino, era un bersaglio. Nelle sue diverse incarnazioni, sempre nel cuore della Storia, uomo sbagliato nel posto giusto e nel giusto momento. Limonov contro tutti, traditore di tutti, ma soprattutto contro sè stesso e di sè stesso traditore. Una trama a orologeria, l’icona del perdente, ma che non si è sottratto a nessuna guerra, con un fiuto per la parte del torto. Carrere pensava che fosse “la storia di noi tutti dopo la fine della seconda guerra mondiale”. Era di più: la storia di noi tutti incapaci di pace. Limonov non rispettava gli altri, non si rispettava, ma rispettava la vita in sé. Era un personaggio marginale, segnato. Di lui, con assoluta certezza, avremmo saputo che sarebbe stato sconfitto. E chi, con lui.

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