La prima cosa bella di mercoledì 5 luglio 2023 è nuotare, salvarsi nuotando. Sapendo Perché nuotiamo. È il titolo di un bel libro scritto da Bonnie Tsui. Lo ha pubblicato 66th & 2nd. Contiene molte storie di galleggiamento, fuga, salvezza.
La migliore resta la prima, quella del capitano in seconda di una nave affondata al largo della costa meridionale dell’Islanda. Equipaggio di cinque. Due, annegati sul colpo Altri due, puntando verso un miraggio chiamato riva. Frigborsson, il vice capitano, capace invece di percorrere 5 chilometri nel mare gelido, nuotando per 6 ore. A causa di una anomalia biologica, il suo fisico era protetto da uno strato di grasso più presente nelle foche che negli umani. Ha nuotato perché ci ha creduto.
Io nuoto ogni mattina che posso perché appena comincio mi disancoro dal porto della vita comune. Con la testa sott’acqua, tutte le sciocchezze rumorose svaniscono: la politica, la critica, il calciomercato. Mi stacco dal mondo come è ed entro in quello che immagino, dove ho vissuto almeno metà dell’esistenza, tra sogni di ogni genere. Scrivo nell’acqua e sull’acqua racconti, lettere a destinatari dissolti, spesso queste prime cose belle. Ogni bracciata genera la seguente, senza sforzo, tenendomi su. Hombre horizontal, fratello dell’hombre vertical, evita la virata per non piegarti mai.