La prima cosa bella di mercoledì 12 luglio 2023 sono le panchine con la dedica a chi non c’è più.
Forse l’unico luogo dove poter dare loro ancora un appuntamento. Per scelta personale non frequento i cimiteri, non immagino che chi se n’è andato abbia voglia di ritrovarsi e ritrovarci in quella specie di struscio all’ora di punta, con l’affollamento da weekend tra anime e corpi.
Capisco le ceneri, ma non se tenute in casa. Meglio la dispersione, ma farlo è un addio che decreta la sparizione.
Una panchina in mezzo al bosco, o lungo un fiume, tra le montagne dell’Engadina o in un parco di New York, è un’altra cosa.
Quando leggi un nome inciso sul legno o impresso su una targhetta sai che quello era il posto dove volevano tornare. Li immagini ancora liberi, con tutto il mondo davanti. Non li hai riportati lì, li hai lasciati dove sono stati felici, accettando di dissolversi nell’universo, quel qualcosa infinitamente più grande di loro e di tutti noi che avevano intorno.
Se ti siedi, …
La prima cosa bella di mercoledì 12 luglio 2023 sono le panchine con la dedica a chi non c’è più.
Forse l’unico luogo dove poter dare loro ancora un appuntamento. Per scelta personale non frequento i cimiteri, non immagino che chi se n’è andato abbia voglia di ritrovarsi e ritrovarci in quella specie di struscio all’ora di punta, con l’affollamento da weekend tra anime e corpi.
Capisco le ceneri, ma non se tenute in casa. Meglio la dispersione, ma farlo è un addio che decreta la sparizione.
Una panchina in mezzo al bosco, o lungo un fiume, tra le montagne dell’Engadina o in un parco di New York, è un’altra cosa.
Quando leggi un nome inciso sul legno o impresso su una targhetta sai che quello era il posto dove volevano tornare. Li immagini ancora liberi, con tutto il mondo davanti. Non li hai riportati lì, li hai lasciati dove sono stati felici, accettando di dissolversi nell’universo, quel qualcosa infinitamente più grande di loro e di tutti noi che avevano intorno.
Se ti siedi, fallo con attenzione, avendo cura di stare da un lato.