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Panchina amica

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La prima cosa bella di giovedì 27 luglio 2023 è la panchina amica. Ci trovi seduto qualcuno che può aiutarti ad affrontare quel che ti deprime. L’hanno inventata ad Harare, in Zimbawe. Il prossimo anno la esporteranno a Londra, poi New York. Pensiamo sempre che accada l’opposto, che le buone idee viaggino dal mondo occidentale, invece a volte è lì che arrivano. Allo stesso modo pensiamo necessitino di tecnologia, computer, telefoni, scanner quando può bastare una voce. Le gogos sono le anziane delle comunità dello Zimbawe, specializzate nel trattamento dell’ansia e di tutte le psicosi mentali. Sanno ascoltare meglio di molti analisti di Park Avenue e non prescrivono psicofarmaci. Una di loro non riuscì a evitare il suicidio di un ragazzo che non aveva i soldi per prendere l’autobus e raggiungerla. Da lì le venne l’idea di piazzare panchine e mettere queste donne in attesa, silenziose. Chi pensa di averne bisogno siede, parla, si apre. Già 280mila persone si sono curate così, anche in …

La prima cosa bella di giovedì 27 luglio 2023 è la panchina amica. Ci trovi seduto qualcuno che può aiutarti ad affrontare quel che ti deprime. L’hanno inventata ad Harare, in Zimbawe. Il prossimo anno la esporteranno a Londra, poi New York. Pensiamo sempre che accada l’opposto, che le buone idee viaggino dal mondo occidentale, invece a volte è lì che arrivano. Allo stesso modo pensiamo necessitino di tecnologia, computer, telefoni, scanner quando può bastare una voce. Le gogos sono le anziane delle comunità dello Zimbawe, specializzate nel trattamento dell’ansia e di tutte le psicosi mentali. Sanno ascoltare meglio di molti analisti di Park Avenue e non prescrivono psicofarmaci. Una di loro non riuscì a evitare il suicidio di un ragazzo che non aveva i soldi per prendere l’autobus e raggiungerla. Da lì le venne l’idea di piazzare panchine e mettere queste donne in attesa, silenziose. Chi pensa di averne bisogno siede, parla, si apre. Già 280mila persone si sono curate così, anche in Malawi, Kenya, Vietnam. Viene sempre il giorno in cui hai voglia di sederti e sentire una voce che ti chiede: “Vuoi raccontarmi la tua storia?”. E se c’è qualcuno con cui lo farei è proprio una sconosciuta, anziana, donna africana.

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