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Il cimitero in festa

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La prima cosa bella di lunedì 4 settembre 2023, Labour Day, è il cimitero più allegro del mondo, il New York Marble: un susseguirsi di festeggiamenti, non c’è giorno senza. E’ sulla Seconda Strada, nell’East Village. Il cancello non si nota, è nascosto da un’impalcatura. E’ piuttosto una targa ad attirare l’attenzione. Il numero civico, 41 ½, segnala l’improbabilità del luogo. E’ il più antico cimitero non confessionale della città. Da più di ottant’anni non ci viene sepolto nessuno. Oltre il cancello c’è un corridoio stretto che porta a un cortile di 2000 metri quadrati: parto verde smeraldo, muri di mattoni di pietra, tempo fermo. Intorno: un albergo, una clinica per curare le tossicodipendenze, un rifugio per senza tetto. Lo si può visitare una volta al mese, ma (informa un cartello) è possibile organizzarci eventi. Basta telefonare a un’anziana signora di nome Caroline, lasciare un messaggio in segreteria. Lei forse risponde, forse no. Forse esiste, forse no. Vorrei chiederle: che…

La prima cosa bella di lunedì 4 settembre 2023, Labour Day, è il cimitero più allegro del mondo, il New York Marble: un susseguirsi di festeggiamenti, non c’è giorno senza. E’ sulla Seconda Strada, nell’East Village. Il cancello non si nota, è nascosto da un’impalcatura. E’ piuttosto una targa ad attirare l’attenzione. Il numero civico, 41 ½, segnala l’improbabilità del luogo. E’ il più antico cimitero non confessionale della città. Da più di ottant’anni non ci viene sepolto nessuno. Oltre il cancello c’è un corridoio stretto che porta a un cortile di 2000 metri quadrati: parto verde smeraldo, muri di mattoni di pietra, tempo fermo. Intorno: un albergo, una clinica per curare le tossicodipendenze, un rifugio per senza tetto. Lo si può visitare una volta al mese, ma (informa un cartello) è possibile organizzarci eventi. Basta telefonare a un’anziana signora di nome Caroline, lasciare un messaggio in segreteria. Lei forse risponde, forse no. Forse esiste, forse no. Vorrei chiederle: che tipo di eventi? Ma credo di saperlo. Ho sempre immaginato così l’aldilà, nei momenti di ottimismo. Arrivi a un indirizzo improbabile, spingi un cancello, cammini per un corridoio stretto e ti trovi in un grande prato dove, sorpresa, hanno organizzato una festa per te e ci sono tutti quelli che non vedevi da un sacco di tempo, più qualcuno che avresti sempre voluto conoscere. Più qualche imbucato dai palazzi vicini.

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