La prima cosa bella di martedì 19 settembre 2023 è l’uscita in America dell’ultimo libro di Gay Talese (Bartleby & me): l’ultimo caso di umiltà (doppia) nel giornalismo.
A 91 anni Talese raccoglie ricordi della sua carriera, ma è ancora capace, se una storia gli capita nei paraggi, di scriverla meglio di chiunque. La sua grandezza sta nell’aver raccontato magnificamente i piccoli protagonisti della vita: portieri, cuochi, poliziotti. La volta in cui gli chiesero il ritratto di un divo (Frank Sinatra) riuscì a farlo, per decine di pagine, senza parlargli mai (e “Frank Sinatra ha il raffreddore” divenne un modello ineguagliato).
Nella sua casa di Manhattan conserva gli appunti per ogni pezzo che ha scritto. Me li mostrò, nel seminterrato. Le prima pagine sono la proposta che manda al direttore del giornale. Lui, uno dei più famosi giornalisti al mondo. Chiesi a David Remnick, direttore del New Yorker: “Ma davvero Talese manda una proposta lunga come un articolo prima di scriverlo?”. Risposta: “The man never lies”. Quell’uomo non mente mai.
Ecco qua la ricetta della grandezza: non mentire mai, non quando scrivi. E umilmente proporti. Poi, come Bartelby, a qualche proposta ricevuta rispondere: “Avrei preferenza di no”.