La prima cosa bella

Long live Carter

Long live Carter
(reuters)
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La prima cosa bella di lunedì 25 settembre 2023 è l’interminabile vita di Jimmy Carter, che questa settimana compirà 99 anni. Non l’eredità, la vita. Non quel che resterà, quel che è successo. E’ il più longevo presidente della storia americana. E’ viva anche sua moglie, 96 anni. Hanno celebrato il 77mo anniversario di nozze. Ha lasciato la Casa Bianca da 42 anni. Da allora ha vinto un Nobel per la pace e si è dedicato a combattere per la salute nel Terzo mondo.

Di lui la brigata cinismo ricorderà le noccioline, la crisi degli ostaggi in Iran e la durata di un solo mandato (come Trump peraltro, se tutto va bene). Sembrava finito, ha trovato un altro senso alla sua attività. Sette mesi fa, quando chiese di passare dall’ospedale all’ospizio, sembrava morto. I parenti si congedarono. Ora preparano la festa di compleanno. Peter Gabriel ha interrotto il concerto al Madison Square Garden per omaggiarlo. Nella sua stanza, mangiando gelato al burro d’arachidi, legge ogni giorno un necrologio su sé stesso e s’informa sulla situazione in Guinea. Bisognerebbe rileggere il suo discorso del 1979 che denunciava “la crisi di fiducia nel futuro”.

Vale ovunque e per tutti. Certo, nel 1980 fu sconfitto da Reagan, ma nel 2023 si può ben dire che dopo, su tutta la linea, ha vinto Carter.

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