La prima cosa bella di martedì 3 ottobre 2023 sono i primi dieci minuti dell’Ultima notte di Amore (anche se tutto il film merita d’essere visto, su Sky o Prime). Perché così ci si mostra la vita.
È un meccanismo consolidato e che funziona sempre. All’inizio vedi una serie di scene a cui attribuisci un certo significato. Poi la storia si blocca, il nastro si riavvolge e si riparte da giorni precedenti che hanno portato a quello, a quei dieci minuti di una sera fatidica.
Quando la storia ritorna lì, le inquadrature cambiano, i personaggi hanno un ruolo differente, tu hai capito che cosa stia davvero accadendo, il senso della storia è adesso un altro. È quel che proviamo a fare di continuo: gli storiografi per spiegarci la vita collettiva, noi stessi frugando (da soli o con l’aiuto di specialisti) nel nostro privato passato. Poi torniamo al punto di partenza e, per lo più, non ci abbiamo capito niente. Aspettiamo allora un’illuminazione in limine mortis, una spiegazione che arrivi com…
La prima cosa bella di martedì 3 ottobre 2023 sono i primi dieci minuti dell’Ultima notte di Amore (anche se tutto il film merita d’essere visto, su Sky o Prime). Perché così ci si mostra la vita.
È un meccanismo consolidato e che funziona sempre. All’inizio vedi una serie di scene a cui attribuisci un certo significato. Poi la storia si blocca, il nastro si riavvolge e si riparte da giorni precedenti che hanno portato a quello, a quei dieci minuti di una sera fatidica.
Quando la storia ritorna lì, le inquadrature cambiano, i personaggi hanno un ruolo differente, tu hai capito che cosa stia davvero accadendo, il senso della storia è adesso un altro. È quel che proviamo a fare di continuo: gli storiografi per spiegarci la vita collettiva, noi stessi frugando (da soli o con l’aiuto di specialisti) nel nostro privato passato. Poi torniamo al punto di partenza e, per lo più, non ci abbiamo capito niente. Aspettiamo allora un’illuminazione in limine mortis, una spiegazione che arrivi come un lampo quando tutto sta per finire, un secondo prima dei titoli di coda.
Invece, proprio come nel film, il finale è aperto e nel buio della sala continuiamo a interrogarci. Chissà, forse proprio questo è il bello: non solo non sapere come andrà a finire, ma perfino che cosa è davvero accaduto.