La prima cosa bella di mercoledì 4 ottobre 2023 è salvare il Globe Theatre di Roma, che rischia di essere abbattuto. Portando via uno spazio di fantasia e bellezza in una città che ne perde ogni giorno. La storia è nota: lo volle Gigi Proietti, così fuori dal tempo, fratello della costruzione elisabettiana del 1959, dove recitò la compagnia di Shakespeare. Lì è stato dato l’ultimo saluto all’attore. Poi, come il teatro inglese subì un incendio, quello romano ha subito il crollo di una scalinata, che causò feriti lievi. Dichiarato inagibile, sostituito da una struttura vicina, ora rischia la fine. Dicono sarà ricostruito ex novo. Ma è una promessa di cui fidarsi?
Un mese fa hanno chiuso il Ponte di ferro, incendiato due anni fa, perché era scaduto il termine per intervenire, ma non si vede un camion, un operaio, una trave. Abbattere è facile, ricostruire richiede forza e idee. La verità è che qui non ce ne sono più. Villa Borghese è: carrozzelle, targhe cancellate dallo smog, erbacce. Piace più ai cani che agli umani. Non proviamo neppure a dire che il Globe va salvato perché era il sogno di Proietti. Gli siamo riconoscenti ancora per la gentilezza, il buonumore e il talento, ma gli uomini, anche grandi, vanno a dormire con i loro sogni. Il Globe va salvato per sé stesso, perché è uno slancio d’immaginazione, un posto dove stare al centro della terra mentre intorno nulla cresce.