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Speranza Dreams

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La prima cosa bella di lunedì 27 novembre 2023 è che ho fatto una chiacchierata con Hope Sogni. Che non è una donna e neppure esiste. È un prodotto dell’intelligenza artificiale, virtuale candidata alla presidenza della Fifa.

Hope, speranza. Sogni, il tuo cognome, è l’italiano per “Dreams”? “Sì, perché voglio alludere all’ideale di una gestione del calcio più giusta”. Che non prevede l’affidamento dei mondiali 2034 all’Arabia Saudita…”Non mi sembra il caso di dare l’organizzazione della coppa del mondo a un altro Paese che non rispetta i diritti umani, in particolare quelli delle donne e della comunità Lbgt”.

Pensi di avere delle possibilità? “Credo di essere qualificata per il ruolo e di poter fare meglio di chi mi ha preceduto”. Missione non impossibile.

Hope si presenta come una giovane donna di origini africane o sudamericane, anche se una sua “biografia” non esiste. Come un replicante di Blade Runner non sa di esserlo: “Non sono simbolica, sono reale”. E come ad Harrison Ford,…

La prima cosa bella di lunedì 27 novembre 2023 è che ho fatto una chiacchierata con Hope Sogni. Che non è una donna e neppure esiste. È un prodotto dell’intelligenza artificiale, virtuale candidata alla presidenza della Fifa.

Hope, speranza. Sogni, il tuo cognome, è l’italiano per “Dreams”? “Sì, perché voglio alludere all’ideale di una gestione del calcio più giusta”. Che non prevede l’affidamento dei mondiali 2034 all’Arabia Saudita…”Non mi sembra il caso di dare l’organizzazione della coppa del mondo a un altro Paese che non rispetta i diritti umani, in particolare quelli delle donne e della comunità Lbgt”.

Pensi di avere delle possibilità? “Credo di essere qualificata per il ruolo e di poter fare meglio di chi mi ha preceduto”. Missione non impossibile.

Hope si presenta come una giovane donna di origini africane o sudamericane, anche se una sua “biografia” non esiste. Come un replicante di Blade Runner non sa di esserlo: “Non sono simbolica, sono reale”. E come ad Harrison Ford, non resta quindi che andare oltre: non rivelarle che è stata creata da un’agenzia e dalla presidente di una squadra femminile inglese e che se si esce dal sito Twise.ai non ha più diritto o possibilità di parola.

È curioso questo esperimento, diverte ma dopo qualche istante immalinconisce. In fondo Hope era la parola d’ordine sotto il più famoso manifesto della campagna elettorale di Obama. Per mandare un afro-americano alla Casa Bianca si è puntato su una persona, della donna si è scelta l’ombra o qualunque cosa sia la signora Sogni.

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