La prima cosa bella di mercoledì 6 dicembre 2023 è mettere al sicuro la pericolante torre Garisenda di Bologna, che non significa necessariamente lasciarla dov’è. E forse vuol dire lasciarla. Per quelli come me, nati a Bologna, è un chiodo alla parete della memoria, accanto all’altro. Con la differenza che sull’Asinelli siamo saliti, da ragazzi, ridendo lungo le scale, con l’ebbrezza in cima. È stato un riferimento, un simbolo perfino elettorale, anche da lontano. Noi via, le due torri lì. Due. Una, pendente. Ora, pericolante.
Accerchiata, misurata, ponderata. Devia il traffico, studia il rinforzo, stanzia i milioni. Prima obiezione: Abu Simbel, il tempio spostato per creare la diga di Assuan. Un lavoro pazzesco, quasi tutto ad opera di imprese italiane. Ma perché non portare le Due torri su un colle, che domini la città, più visibili e più sicure? Seconda obiezione: dice un architetto che abbiamo l’accanimento conservativo.
Tante, decine di torri sono scomparse, è il tempo, è la vi…
La prima cosa bella di mercoledì 6 dicembre 2023 è mettere al sicuro la pericolante torre Garisenda di Bologna, che non significa necessariamente lasciarla dov’è. E forse vuol dire lasciarla. Per quelli come me, nati a Bologna, è un chiodo alla parete della memoria, accanto all’altro. Con la differenza che sull’Asinelli siamo saliti, da ragazzi, ridendo lungo le scale, con l’ebbrezza in cima. È stato un riferimento, un simbolo perfino elettorale, anche da lontano. Noi via, le due torri lì. Due. Una, pendente. Ora, pericolante.
Accerchiata, misurata, ponderata. Devia il traffico, studia il rinforzo, stanzia i milioni. Prima obiezione: Abu Simbel, il tempio spostato per creare la diga di Assuan. Un lavoro pazzesco, quasi tutto ad opera di imprese italiane. Ma perché non portare le Due torri su un colle, che domini la città, più visibili e più sicure? Seconda obiezione: dice un architetto che abbiamo l’accanimento conservativo.
Tante, decine di torri sono scomparse, è il tempo, è la vita. Abbatterla, fare dei suoi mattoni quel che è stato fatto dei mattoni del muro. Crearle un posto caldo e sicuro dentro di noi. Un ricordo, come resterà di chiunque e qualunque cosa. Metterci un fascio di luce, come per le Torri Gemelle all’anniversario, o un ologramma, da accendere ogni sera a fianco dell’altra. Finché resisterà, pure quella.