La prima cosa bella di venerdì 15 dicembre 2023 è una favola civile, come Ficarra e Picone definiscono il loro nuovo film, Santocielo. È un genere di cui abbiamo bisogno. Nel nostro tempo non funziona la morale (chi la fa l’aspetti), non funzionano le cattedre o i pulpiti (s’inciampa salendoci), la letteratura è intrattenimento spesso finalizzato alla serializzazione televisiva.
Ci vuole una favola, una metafora che cammini leggera, che usi il poco per dire tanto. Come faceva Esopo, raccontando piccole storie con intento educativo e un deterrente di natura etica. Te le stampava in testa: la volpe e l’uva, la cicala e la formica, al lupo al lupo. Non erano storie, ma esempi, specchi.
Così questi due attori siciliani nel tempo si sono staccati dalla semplice commedia e hanno aggiunto l’aggettivo “civile” con L’ora legale. Ora hanno svoltato verso la fiaba, l’impossibile che ti svela possibilità. Per mezzora di film pensi alle gag che può creare l’uomo incinto, per di più tramite immac…
La prima cosa bella di venerdì 15 dicembre 2023 è una favola civile, come Ficarra e Picone definiscono il loro nuovo film, Santocielo. È un genere di cui abbiamo bisogno. Nel nostro tempo non funziona la morale (chi la fa l’aspetti), non funzionano le cattedre o i pulpiti (s’inciampa salendoci), la letteratura è intrattenimento spesso finalizzato alla serializzazione televisiva.
Ci vuole una favola, una metafora che cammini leggera, che usi il poco per dire tanto. Come faceva Esopo, raccontando piccole storie con intento educativo e un deterrente di natura etica. Te le stampava in testa: la volpe e l’uva, la cicala e la formica, al lupo al lupo. Non erano storie, ma esempi, specchi.
Così questi due attori siciliani nel tempo si sono staccati dalla semplice commedia e hanno aggiunto l’aggettivo “civile” con L’ora legale. Ora hanno svoltato verso la fiaba, l’impossibile che ti svela possibilità. Per mezzora di film pensi alle gag che può creare l’uomo incinto, per di più tramite immacolata concezione. Poi ti accorgi che il punto è: siamo pronti ad accettarlo? E non o non soltanto per fede, ma per capacità di fare il salto morale verso l’Altro in qualunque forma si presenti? Se sì, lieto fine.