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La risposta di Truman

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La prima cosa bella di giovedì 11 gennaio 2024 è la risposta di Truman Capote agli amici che si sentirono traditi dal suo Preghiere esaudite, dove raccontava tutto di loro. Per anni Capote aveva frequentato il jet set internazionale, era stato invitato nelle ville, sugli yacht, alle feste. Aveva raccolto confidenze, conosciuto segreti, assistito a ogni sorta di tradimento, malvagità, piccola vigliaccheria.

E su tutto aveva preso appunti. Ogni cosa aveva trasformato in letteratura preparando il grande romanzo della classe agiata dove le ereditiere e le first ladies, i suoi colleghi scrittori e i politici sarebbero stati svelati per quel che erano e non per come si facevano ritrarre a pagamento.

Non completò mai l’opera. O forse sì e quel che manca sta in una cassetta di sicurezza di cui nessuno ha la chiave. Ma bastò la pubblicazione di 3 capitoli per farlo bandire da tutti gli indirizzi che aveva frequentato. A renderlo persona non grata da Manhattan a Hollywood. La sua risposta all…

La prima cosa bella di giovedì 11 gennaio 2024 è la risposta di Truman Capote agli amici che si sentirono traditi dal suo Preghiere esaudite, dove raccontava tutto di loro. Per anni Capote aveva frequentato il jet set internazionale, era stato invitato nelle ville, sugli yacht, alle feste. Aveva raccolto confidenze, conosciuto segreti, assistito a ogni sorta di tradimento, malvagità, piccola vigliaccheria.

E su tutto aveva preso appunti. Ogni cosa aveva trasformato in letteratura preparando il grande romanzo della classe agiata dove le ereditiere e le first ladies, i suoi colleghi scrittori e i politici sarebbero stati svelati per quel che erano e non per come si facevano ritrarre a pagamento.

Non completò mai l’opera. O forse sì e quel che manca sta in una cassetta di sicurezza di cui nessuno ha la chiave. Ma bastò la pubblicazione di 3 capitoli per farlo bandire da tutti gli indirizzi che aveva frequentato. A renderlo persona non grata da Manhattan a Hollywood. La sua risposta all’ostracismo fu: “Pensavate fossi un giullare? Sono uno scrittore!”. Si può mentire nella vita, non sulla pagina. Si può, talora si deve, scrivere la verità o non scrivere affatto. Capote era uno scrittore, molti altri: giullari.

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