La prima cosa bella di mercoledì 24 gennaio 2024 è l’ultima sigaretta. Non quella immaginaria di Zeno. Quella reale, fumata da uomini come Gigi Riva prima di andarsene. Per uno che non ha fumato mai è difficile immaginare un desiderio che si ripete senza noia per venti e passa volte al giorno, quasi diecimila volte l’anno. In una vita, quanto? Un milione di volte?
Impensabile. Eppure. Né dipendenza, né ossessione. Una solitudine esposta, alzare un velo di nebbia tra sé stessi e il resto del mondo, proteggersi al di là di quello. E poi sentire, con il tempo, che il velo si sta stracciando, che il mondo entra, con tutti i suoi ammennicoli di vita che annoverano, inevitabile, la morte.
E andarle incontro con quel gesto, ancora. Raul Gardini prima di spararsi, Gigi Riva prima di uscire di casa come non avrebbe voluto fare mai, men che meno per andare all’ospedale. Quanto fuma? Più che posso. Perché non ne poteva più. Vietato fumare. Permesso morire.
La prima cosa bella di mercoledì 24 gennaio 2024 è l’ultima sigaretta. Non quella immaginaria di Zeno. Quella reale, fumata da uomini come Gigi Riva prima di andarsene. Per uno che non ha fumato mai è difficile immaginare un desiderio che si ripete senza noia per venti e passa volte al giorno, quasi diecimila volte l’anno. In una vita, quanto? Un milione di volte?
Impensabile. Eppure. Né dipendenza, né ossessione. Una solitudine esposta, alzare un velo di nebbia tra sé stessi e il resto del mondo, proteggersi al di là di quello. E poi sentire, con il tempo, che il velo si sta stracciando, che il mondo entra, con tutti i suoi ammennicoli di vita che annoverano, inevitabile, la morte.
E andarle incontro con quel gesto, ancora. Raul Gardini prima di spararsi, Gigi Riva prima di uscire di casa come non avrebbe voluto fare mai, men che meno per andare all’ospedale. Quanto fuma? Più che posso. Perché non ne poteva più. Vietato fumare. Permesso morire.