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Magnifiche presenze

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La prima cosa bella di venerdì 9 febbraio 2024 sono le magnifiche presenze che accompagnano la visione a teatro di Magnifica presenza, di Ferzan Ozpetek.

Già aveva fatto il film, in quello stato di grazia che produce leggerezza. Ora lo porta sul palcoscenico. Sono andato a vedere la prima a Roma perché il film era stato adorato da una persona cara che non c’è più. È una storia di fantasmi e forse una delle ragioni per cui quella persona tanto l’aveva amato era che sapeva si sarebbe unita presto a loro. Come i personaggi della storia, a volte non vanno via veramente.

Un po’ dipende da loro: dare tanto agli altri è come darsi molto profumo, lascia una scia persistente anche quando si è usciti dall’ascensore o dall’androne. E un po’ dipende da noi, dal fiuto che esercitiamo, dal sentimento che non spegniamo come un interruttore perché qualcuno non è più nella stanza. Continuiamo a immaginare, a portare accanto, a vivere insieme. Nella finzione del teatro non scende mai l’oscurità. Si l…

La prima cosa bella di venerdì 9 febbraio 2024 sono le magnifiche presenze che accompagnano la visione a teatro di Magnifica presenza, di Ferzan Ozpetek.

Già aveva fatto il film, in quello stato di grazia che produce leggerezza. Ora lo porta sul palcoscenico. Sono andato a vedere la prima a Roma perché il film era stato adorato da una persona cara che non c’è più. È una storia di fantasmi e forse una delle ragioni per cui quella persona tanto l’aveva amato era che sapeva si sarebbe unita presto a loro. Come i personaggi della storia, a volte non vanno via veramente.

Un po’ dipende da loro: dare tanto agli altri è come darsi molto profumo, lascia una scia persistente anche quando si è usciti dall’ascensore o dall’androne. E un po’ dipende da noi, dal fiuto che esercitiamo, dal sentimento che non spegniamo come un interruttore perché qualcuno non è più nella stanza. Continuiamo a immaginare, a portare accanto, a vivere insieme. Nella finzione del teatro non scende mai l’oscurità. Si lascia una piccola luce anche quando il pubblico è sfollato. È per tutti noi, che soltanto per l’amore suscitato riceveremo la conseguenza di diventare, per un breve atto ancora, fantasmi.

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