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La zona del silenzio

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La prima cosa bella di mercoledì 28 febbraio 2024 è il silenzio che cala sui titoli di coda nelle sale dove hanno appena proiettato il film La zona d’interesse. Nessuno che riaccenda precipitosamente il cellulare producendo un bip, nessuno che commenti o che chieda permesso per scavalcare il vicino e uscire in fretta.

Fermi. E silenzio. Poi certo, si ripartirà. E qualcuno dirà, o scriverà, perché vorrà farlo sapere, che l’ha trovato straordinario, o freddo, capolavoro, esercizio di stile, farà paragoni più o meno propri, richiamando vicende più o meno attuali, è sempre così, perché non si ripeta, userà aggettivi, si farà molto ricorso all’espressione “per sottrazione”.

Ma per quei due minuti: silenzio. La scena più forte è stata quando il nazista partecipa a una festa, sale sulla balconata, osserva i suoi sodali poi riferisce alla moglie di aver pensato alla difficoltà di gasarli tutti, con quei soffitti così alti. Quel che ti dice è che quell’uomo non è neppure antisemita, ma è pro…

La prima cosa bella di mercoledì 28 febbraio 2024 è il silenzio che cala sui titoli di coda nelle sale dove hanno appena proiettato il film La zona d’interesse. Nessuno che riaccenda precipitosamente il cellulare producendo un bip, nessuno che commenti o che chieda permesso per scavalcare il vicino e uscire in fretta.

Fermi. E silenzio. Poi certo, si ripartirà. E qualcuno dirà, o scriverà, perché vorrà farlo sapere, che l’ha trovato straordinario, o freddo, capolavoro, esercizio di stile, farà paragoni più o meno propri, richiamando vicende più o meno attuali, è sempre così, perché non si ripeta, userà aggettivi, si farà molto ricorso all’espressione “per sottrazione”.

Ma per quei due minuti: silenzio. La scena più forte è stata quando il nazista partecipa a una festa, sale sulla balconata, osserva i suoi sodali poi riferisce alla moglie di aver pensato alla difficoltà di gasarli tutti, con quei soffitti così alti. Quel che ti dice è che quell’uomo non è neppure antisemita, ma è pronto a sterminare in progressione tutta l’umanità a eccezione della sua famiglia e, ultimo, del suo cavallo. Che si inizia uccidendo per odio, poi per uccidere. E non puoi fermarlo difendendo uno, ma difendendo tutti.

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