La prima cosa bella di martedì 5 marzo 2024 è stata la vita di Alvin Mann che se n’è andato a 99 anni dopo aver combattuto, vinto, perduto ed essere stato “deliriously happy”.
La traduzione “felice alla follia” non eguaglia l’originale. L’espressione è sua. La usò in un caffè a nord di New York dove ero andato per intervistarlo. Stavo scrivendo un libro sull’ultimo amore e lui a 95 anni si era sposato per la terza volta con una donna di cento. Diceva che la sua vita non era stata speciale. Sono banali invece quelle di chi sostiene: ho avuto una vita da romanzo.
Alvin era nato in una famiglia in cui i maschi morivano regolarmente a sessant’anni. Festeggiava ogni decennio oltre quello. Era sopravvissuto alla seconda guerra mondiale, al massacro dei suoi commilitoni in mare. Si era sposato una prima volta e aveva infelicemente vissuto nel Village, dove aveva visto debuttare un suo vicino: Bob Dylan.
Si era risposato con una storica dell’arte e con lei aveva girato il mondo provando qu…
La prima cosa bella di martedì 5 marzo 2024 è stata la vita di Alvin Mann che se n’è andato a 99 anni dopo aver combattuto, vinto, perduto ed essere stato “deliriously happy”.
La traduzione “felice alla follia” non eguaglia l’originale. L’espressione è sua. La usò in un caffè a nord di New York dove ero andato per intervistarlo. Stavo scrivendo un libro sull’ultimo amore e lui a 95 anni si era sposato per la terza volta con una donna di cento. Diceva che la sua vita non era stata speciale. Sono banali invece quelle di chi sostiene: ho avuto una vita da romanzo.
Alvin era nato in una famiglia in cui i maschi morivano regolarmente a sessant’anni. Festeggiava ogni decennio oltre quello. Era sopravvissuto alla seconda guerra mondiale, al massacro dei suoi commilitoni in mare. Si era sposato una prima volta e aveva infelicemente vissuto nel Village, dove aveva visto debuttare un suo vicino: Bob Dylan.
Si era risposato con una storica dell’arte e con lei aveva girato il mondo provando quella sorta di indescrivibile felicità. Morta lei, per non fare la fine del suo gatto che non aveva saputo andare avanti da solo, si era risposato ancora. Si era laureato in storia contemporanea a 93 anni: “Facile, tutto quel che dovevo studiare l’avevo vissuto”. Salvo che la storia non sa essere, come lui, deliriously happy.