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Una vita senza guerre

(afp)

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La prima cosa bella di lunedì 25 marzo 2024 è una vita senza guerre, capitata a chi è nato dalla seconda metà del Novecento in Italia e altri Paesi (se fa il check out in tempo). È un dono, direi una grazia. Chi l’ha ricevuta quasi mai si è reso conto che si è trattato di una eccezione, nel tempo e nello spazio. Bisognava non solo rendere omaggio al destino, ma trarne il meglio. Come si diceva nel Terzo uomo: “La Svizzera non ha mai avuto guerre e ne ha ricavato l’orologio a cucù”. Di che cosa si potrebbe andare orgogliosi in questa Europa risparmiata? Del Grande Fratello nelle diverse versioni? Dell’invenzione del padel? Della tentazione di riconsegnare il volante ai nipoti degli stessi che avevano portato all’ultima guerra? Non so se capiti anche ad altri, camminando in un giorno di sole, di immaginare lo schianto della prima bomba, di constatare l’impreparazione, che uccide più di ogni altro limite. Poi tornare al rumore del traffico, alle banalità che ci consentono di circoscriver…

La prima cosa bella di lunedì 25 marzo 2024 è una vita senza guerre, capitata a chi è nato dalla seconda metà del Novecento in Italia e altri Paesi (se fa il check out in tempo). È un dono, direi una grazia. Chi l’ha ricevuta quasi mai si è reso conto che si è trattato di una eccezione, nel tempo e nello spazio. Bisognava non solo rendere omaggio al destino, ma trarne il meglio. Come si diceva nel Terzo uomo: “La Svizzera non ha mai avuto guerre e ne ha ricavato l’orologio a cucù”. Di che cosa si potrebbe andare orgogliosi in questa Europa risparmiata? Del Grande Fratello nelle diverse versioni? Dell’invenzione del padel? Della tentazione di riconsegnare il volante ai nipoti degli stessi che avevano portato all’ultima guerra? Non so se capiti anche ad altri, camminando in un giorno di sole, di immaginare lo schianto della prima bomba, di constatare l’impreparazione, che uccide più di ogni altro limite. Poi tornare al rumore del traffico, alle banalità che ci consentono di circoscrivere il conflitto a una precedenza non data, una trasgressione condominiale e alla costatazione fredda e stupita che c’è chi uccide anche per quello. E ringraziare di avere avuto in dono un cervello migliore, un tempo lungo, una vita senza guerre.

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