La prima cosa bella di mercoledì 3 aprile 2024 è il dilemma di Baku, ovvero: si possono avere sicurezza, libertà e democrazia nello stesso piatto? Giri per la capitale azera e non c’è una carta per terra, tipo Singapore. Eserciti di spazzini anche in periferia. Un altro, ma vero e proprio, agli angoli delle strade. Puoi uscire sereno a ogni ora del giorno e della notte. Le ombre ex sovietiche si affiancano a quelle islamiche.
A tratti (vedi foto) la città sembra Parigi. Al mattino, nella sala colazioni, sullo schermo collegato a MTV appaiono tre cantanti vestite con i colori della bandiera. Nel video compaiono carri armati, pugni in segno di vittoria e l’autocrate che la proclama. La passeggiata lungomare che costeggia le tribune del Gran Premio di Formula Uno termina al parco dei trofei di guerra, triste esibizioni di vestigia sottratte agli armeni.
L’ideologia del presente propone ovunque un bivio tra libertà e sicurezza, democrazia e autocrazia, come se fossero cose collegate. Vo…
La prima cosa bella di mercoledì 3 aprile 2024 è il dilemma di Baku, ovvero: si possono avere sicurezza, libertà e democrazia nello stesso piatto? Giri per la capitale azera e non c’è una carta per terra, tipo Singapore. Eserciti di spazzini anche in periferia. Un altro, ma vero e proprio, agli angoli delle strade. Puoi uscire sereno a ogni ora del giorno e della notte. Le ombre ex sovietiche si affiancano a quelle islamiche.
A tratti (vedi foto) la città sembra Parigi. Al mattino, nella sala colazioni, sullo schermo collegato a MTV appaiono tre cantanti vestite con i colori della bandiera. Nel video compaiono carri armati, pugni in segno di vittoria e l’autocrate che la proclama. La passeggiata lungomare che costeggia le tribune del Gran Premio di Formula Uno termina al parco dei trofei di guerra, triste esibizioni di vestigia sottratte agli armeni.
L’ideologia del presente propone ovunque un bivio tra libertà e sicurezza, democrazia e autocrazia, come se fossero cose collegate. Volete le strade pulite o la possibilità di sporcarle? Siamo spinti sul precipizio di questa scelta forzata e fasulla. Poi c’è chi ha l’autocrazia senza neppure sicurezza. Dovremmo guardare invece alle oasi in via di estinzione che propongono libertà, democrazia e strade pulite. Non emigrarci, esportarle.