La prima cosa bella di martedì 9 aprile 2024 è la cura contro l’infedeltà: leggere il romanzo di Isaac Bashevis Singer dal titolo Nemici. Vedrai che ne passa la voglia. Su questo sito c’è una serie chiamata Infedeli, dove si raccontano i tormenti di chi tradisce.
Mai come quelli di Herman Broder. L’altro giorno alla stazione di Milano ho comprato questo libro e ne ho letto metà tornando a Roma. Avrei voluto proseguire per Fiumicino, prendere un volo per New York e andare a salvare, menandolo a sangue, questo poveretto. Perde la moglie durante l’invasione nazista della Polonia. Sposa la contadina che lo salva nascondendolo in un fienile. Con lei emigra in America. Ha un’amante fissa da cui si reca millantando viaggi di lavoro e con cui vive more uxorio, suocera inclusa, finché la sposa. A quel punto riappare la prima moglie, sopravvissuta. E le altre restano incinte.
Faticoso soltanto leggerlo. Devastante. Più di una fine prematura. Gran bel romanzo però, il cui cuore è un detto yidd…
La prima cosa bella di martedì 9 aprile 2024 è la cura contro l’infedeltà: leggere il romanzo di Isaac Bashevis Singer dal titolo Nemici. Vedrai che ne passa la voglia. Su questo sito c’è una serie chiamata Infedeli, dove si raccontano i tormenti di chi tradisce.
Mai come quelli di Herman Broder. L’altro giorno alla stazione di Milano ho comprato questo libro e ne ho letto metà tornando a Roma. Avrei voluto proseguire per Fiumicino, prendere un volo per New York e andare a salvare, menandolo a sangue, questo poveretto. Perde la moglie durante l’invasione nazista della Polonia. Sposa la contadina che lo salva nascondendolo in un fienile. Con lei emigra in America. Ha un’amante fissa da cui si reca millantando viaggi di lavoro e con cui vive more uxorio, suocera inclusa, finché la sposa. A quel punto riappare la prima moglie, sopravvissuta. E le altre restano incinte.
Faticoso soltanto leggerlo. Devastante. Più di una fine prematura. Gran bel romanzo però, il cui cuore è un detto yiddish secondo il quale dieci nemici non riescono a infliggere a un uomo il danno che egli è in grado di infliggere a sé stesso.