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Dove sei?

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La prima cosa bella di giovedì 18 aprile 2024 è la storia d’amore interrotta (o forse no) nel bel mezzo di un concerto alla periferia di Roma. Canta Vasco Brondi in un club al Portonaccio. Davanti a me c’è una coppia in cui lui resta fermo in piedi e lei gli balla intorno, avvinghiandosi. Proprio mentre parte la canzone in cui “qualcuno gli ha detto che gli hai detto che in qualche modo hai aperto i chakra del tuo cuore” lui le sussurra qualcosa e si allontana alle mie spalle. Passa un’altra canzone, un’altra ancora, tre, quattro e non torna.

Ora, l’umanità è divisibile in due categorie: chi resta concentrato sul concerto e chi, avendo notato la scena, comincia a preoccuparsi per la ragazza. Lei si volta, sempre più spesso, ogni volta più perplessa. Al primo bis estrae il cellulare e, lo vedo perché tra noi ci sono una trentina di centimetri di differenza, digita: “Dove sei?”. Poi lo rimette in tasca.

Al secondo bis sente una vibrazione. Non leggo la risposta. Lei si volta di scatto e si fa largo dietro di me. L’umanità è ridivisibile in due categorie: lui l’aspettava al bar, non essendo più riuscito a passare tra la calca, oppure se n’è andato. A ciascuno il suo finale. Ma dove sei?

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